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Sistemi ingrandenti


Nati inizialmente per l'utilizzo in campo chirurgico, i sistemi ingrandenti hanno avuto una sempre maggiore diffusione anche in altri ambiti (odontoiatria, otorinolaringoiatria, ostetricia, estetica, ...) soprattutto per la crescente esigenza di valutare con precisione il lavoro da eseguire.


Occhiale TTL

binoculare modello SLT

 

Occhiale sport Flip-up

binoculare galileiano

 

Caschetto Flip-up

binoculare galileiano

 

Luci led

abbinabili ad occhiali e caschetto

 

In generale si ritiene che il MICROSCOPIO e/o I SISTEMI BINOCULARI servano ad ingrandire cose molto piccole, ma non è sempre così.
La funzione principale è quella di permetterci di “distinguere” (termine tecnico risolvere) i particolari di strutture estremamente piccole.
L’ingrandimento dei particolari è una caratteristica secondaria dello strumento.



POTERE DI RISOLUZIONE
IL POTERE DI RISOLUZIONE di un sistema ottico, consiste nella capacità di distinguere due punti vicini dell’oggetto che stiamo osservando, come due punti distinti fra di loro.
 
Risoluzione dell'occhio umano
IL POTERE DI RISOLUZIONE DELL’ OCCHIO UMANO è 0.1 mm (100 µm), ossia l’occhio umano non può distinguere due punti separati meno di 0.1mm

L’immagine di una sorgente S esterna sulla retina aumenta di dimensioni man mano che la sorgente si avvicina.
Tuttavia se si avvicina ad una distanza minore della distanza del punto prossimo (25 cm) l’immagine apparirà sfuocata.
Se due sorgenti puntiformi che si trovano alla minima distanza angolare per poter apparire distinti ( θ ),  sono posti nel punto prossimo (xp= 25 cm) devono essere distanti
y = xp θ = 0.25 m 4 10-4 = 0.1 mm = 100 μm
Il più piccolo particolare che si può apprezzare ad occhio nudo, nel punto prossimo, ha le dimensioni di 100 μm.
                                          
Immagine di una sorgente esterna sulla retina                 Immagine di una sorgente esterna posta nel punto prossimo sulla retina




I sistemi ingrandenti binoculari più comuni si suddividono, dal punto di vista applicativo, in due categorie:

- TTL (Through-The-Lens), quelli nei quali il telescopio è posizionato attraverso la lente dell'occhiale e sono quindi "incorporati" nell'occhiale. Proprio per questo sono dedicati al singolo utente;

- Flip-Up, quelli nei quali il dispositivo binoculare è applicato attraverso un braccio articolato ad una montatura. Essi sono quindi removibili, rialzabili (quando non necessari), regolabili in altezza e distanza interpupillare. Grazie alla loro versatilità possono essere regolati per utenti diversi.

La scelta è una questione di preferenze individuali.



Un'ulteriore classificazione può essere fatta in base al sistema ottico adottato.
I comuni sistemi ottici utilizzati sono:

- sistema GALILEIANO, costituito da una coppia di lenti (positiva-negativa), avente un'eccellente luminosità, ampio campo visivo congiunti a dimensioni contenute ed estrema leggerezza. E' generalmente utilizzato per ingrandimenti fino a 3,5x

- sistema PRISMATICO (o Kepleriano), costituito da una coppia di lenti (positiva-negativa) e almeno un prisma eretto. Il peso e l'ingombro aumentano notevolmente ma si ottengono ingrandimenti più elevati.



Ci sono essenzialmente due motivi per i quali sarebbe opportuno dotarsi di sistemi ingrandenti:
- motivi ERGONOMICI, 
- motivi OTTICI.

ERGONOMIA
Tra il 60 e l'80% dei dentisti e delle igieniste dentali denuncia problemi alla schiena, al collo o alle spalle.
Gran parte di tali patologie è dovuta ad una scorretta postura adottata durante il lavoro.
Molti fattori di rischio dei disturbi muscolo-scheletrici di natura lavorativa (DMSL) a cui sono soggetti gli operatori sanitari dentali (OSD) possono essere minimizzati o eliminati grazie a prevenzione e a strategie ergonomiche.
La prevenzione è basata - oltre che sull’analisi di questi disturbi, - anche su un’attenta valutazione dei sintomi, delle posture più comunemente assunte, dei gesti lavorativi e della strumentazione utilizzata.
 
Valutazione delle posture e dei gesti lavorativi
Nell’organizzazione della stazione di lavoro occorre minimizzare i fattori che possono indurre gli OSD a mantenere posture prolungate e/o scorrette e a compiere gesti ripetitivi
Per quanto concerne la valutazione della postura operativa, l’European Society of Dental Ergonomics (ESDE) (15) raccomanda di rispettare le seguenti linee guida (codificate come ISO Standard 11226 Ergonomics – Evaluation of static operative postures):
– il tronco deve essere tenuto ben eretto con bacino in leggera antiversione, per mantenere la fisiologica lordosi del tratto lombare ed i glutei devono restare in contatto con lo schienale. La flessione anteriore del tronco non deve eccedere i 20° e devono essere aboliti movimenti in latero-flessione e in rotazione;
– la flessione del capo e del tratto cervicale non deve superare i 20-25° rispetto al tronco;
– entrambi gli arti superiori devono essere rilasciati lungo il tronco durante le prestazioni, con una flessione massima di spalle pari a 10°, gomiti addotti e flessi a circa 90° (fino ad un limite di 115°), avambracci in leggera pronazione;
– le cosce devono essere parallele al pavimento e bene appoggiate sullo sgabello, al fine di permettere una corretta distribuzione del carico sui glutei, e la loro abduzione non deve superare i 45°. Le gambe devono essere mantenute perpendicolari alla pavimentazione o con un minimo arretramento (l’angolo massimo di flessione delle ginocchia deve essere di 100-110°) e le piante dei piedi devono essere ben appoggiate per garantire una buona stabilità.

Generalmente gli operatori sostengono che hanno una buona visuale a 25-30 cm dal paziente.
25 cm è infatti il PUNTO PROSSIMO dell'occhio umano, ossia la minima distanza alla quale si ha un'immagine distinta sulla retina.
Un occhio normale non é capace di mettere a fuoco oggetti più vicini di 25 cm.
La distanza di 25 cm implica però una postura scorretta dell'operatore che è costretto a "chinarsi" sul paziente effettuando quindi torsioni del busto e del collo.

La distanza di lavoro ottimale in posizione seduta dipende dall'altezza dell'operatore e generalmente varia dai 34 ai 46 cm.



 

OTTICA

Come mostrato sotto, un ingrandimento di 2.5x mostra un netto miglioramento della visione dell'area di lavoro.
I miglioramenti nella diagnosi e nel trattamento chirurgico sono ben documentati da anni.
Lo standard per le procedure odontoiatriche generali è stabilito che sia un ingradimento 2.5x.
Prodotto Larghezza (mm) Lunghezza (mm) Altezza (mm)
Stereomicroscopi da laboratorio con zoom  
Occhiale TTL  
Occhiale sport Flip-up  
Caschetto Flip-up  
Luci led  
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